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Torna il Giro di Campania il 20 settembre: il percorso attraversa anche la Costiera Amalfitana

Edoardo Carrisidi Edoardo Carrisi· 09/08/2026 13:12
Torna il Giro di Campania il 20 settembre: il percorso attraversa anche la Costiera Amalfitana

Dopo 25 anni di assenza dal calendario ciclistico nazionale, il Giro di Campania torna domenica 20 settembre 2026. L'evento, promosso dalla Giunta regionale della Campania con una delibera ufficiale proposta dall'assessora allo Sport Fiorella Zabatta, segna il rilancio di una classica che affonda le radici al 1911. La corsa partirà dalla Reggia di Caserta e concluderà il suo percorso in Piazza del Plebiscito a Napoli, attraversando cinque province campane e toccando luoghi di valenza storica e paesaggistica di rilevanza nazionale.

Una corsa nata nel 1911, scomparsa e ricuperata

La storia del Giro di Campania si lega strettamente all'evoluzione dello sport ciclistico nel Meridione italiano. Fondato nel 1911, l'evento ha rappresentato per decenni una vetrina importante per il territorio campano e una palestra per i corridori meridionali. L'ultima edizione, disputata nel 2001, fu vinta dal russo Dmitrij, segnando la conclusione di un'era che durerà un quarto di secolo.

Il ritorno della corsa nel 2026 non costituisce una semplice rievocazione nostalgica, bensì una decisione strategica della Regione volta a riposizionare la Campania come destinazione ciclistica e turistica di prima linea nel Mezzogiorno. L'assessora Zabatta ha sottolineato come la manifestazione rappresenti un pezzo di storia locale, evocando i grandi nomi che hanno solcato le strade meridionali: Fausto Coppi, Gino Bartali, Francesco Moser e Saronni hanno tracciato il DNA competitivo di queste corse.

Il percorso: cinque province e la tappa simbolica di Agerola

Il tracciato rispecchia la geografia amministrativa e il patrimonio paesaggistico della regione. La corsa attraverserà le province di Caserta, Benevento, Avellino, Salerno e Napoli, configurandosi come una vera e propria traversata che collega realtà territoriali diverse, da quella casertana a quella costiera.

Tra le tappe, assume valore simbolico il passaggio per Agerola, tributo al mito di Fausto Coppi, il corridore che ha maggiormente caratterizzato il cicloturismo montano campano e nazionale. La scelta non è casuale: Agerola, nel Comune di Agerola sulla Costiera Amalfitana, rappresenta un punto nodale della geografia cicloturistica meridionale, dove la sfida agli elementi naturali incontra la memoria dello sport italiano.

La partenza dalla Reggia di Caserta fissa un simbolo istituzionale potente: il monumento borbonico, patrimonio UNESCO, diventa il punto zero di una manifestazione che intende valorizzare il senso di appartenenza regionale attraverso lo sport, come dichiarato dal presidente della Regione Roberto Fico.

La macchina organizzativa e gli attori coinvolti

L'organizzazione del Giro di Campania 2026 coinvolge una rete ampia di istituzioni e organismi federali. La Regione Campania opera in sinergia con il Comune e la Città Metropolitana di Napoli, la Federazione Ciclistica Italiana, la Lega del Ciclismo Professionistico e l'Esercito Italiano. Fondamentale il coordinamento con enti locali e con la Direzione della Reggia di Caserta, che ospiterà la partenza.

Roberto Pella, in qualità di presidente della Lega del Ciclismo, e Umberto Perna, presidente della sezione regionale della FCI, rappresentano le competenze federali che garantiranno gli standard organizzativi internazionali. Gaetano Manfredi, presidente della Città Metropolitana, assicura il coordinamento della struttura napoletana per l'arrivo.

La struttura decisionale prevede tavoli tecnici specifici per definire il profilo altimetrico del percorso, le modalità organizzative, i protocolli di sicurezza stradale, la strategia promozionale e gli eventi collaterali che accompagneranno la manifestazione. Questo approccio metodico garantisce che la corsa non sia esclusivamente un appuntamento sportivo, ma un'occasione integrata di valorizzazione territoriale.

Prospettive: un appuntamento fisso nel calendario ciclistico

La Giunta regionale ha esplicitamente dichiarato l'intenzione di rendere il Giro di Campania un appuntamento strutturale nel calendario ciclistico nazionale, non un evento episodico. Questo orientamento strategico risponde a tre obiettivi espliciti: promuovere la pratica sportiva e i valori dello sport, valorizzare il patrimonio storico-culturale e paesaggistico campano, rafforzare l'attrattività turistica della regione in un periodo, settembre, che corrisponde alla domanda turistica autunnale.

Per gli operatori del turismo e della ricettività campana, l'evento rappresenta un'opportunità di generare flussi turistici legati al cicloturismo, un segmento in crescita in Europa, con ricadute economiche dirette e indirette su strutture ricettive, ristorazione e servizi complementari lungo il percorso.

La partecipazione prevista di professionisti del ciclismo e appassionati nazionali e internazionali trasformerà il Giro di Campania in uno strumento di soft power territoriale, amplificando la visibilità della regione su media specializzati e generalist.

Un ritorno che sancisce continuità e innovazione

Il 20 settembre 2026 segnerà un momento di transizione nel rapporto tra la Campania e la grande tradizione ciclistica. Non si tratta di nostalgia per il passato, ma di una restituzione ai cittadini e ai visitatori di un patrimonio culturale e sportivo che merita di essere riattivato, con metodologia contemporanea e ambizioni di scalabilità internazionale.

Per chi conosce i sentieri campani e segue da vicino il cicloturismo meridionale, la notizia rappresenta una conferma dell'importanza strategica di questi territori, dove la qualità del paesaggio e la profondità storica offrono materia prima per esperienze sportive e culturali di valore.

Edoardo Carrisi
Edoardo Carrisi

Edoardo è originario di Aversa, cresciuto tra sagre e feste patronali. Amante del trekking, ha percorso a piedi la tratta tra Caserta Vecchia e il Parco Regionale del Taburno, raccogliendo storie di pastori e produttori locali. Da anni consiglia sentieri meno conosciuti per chi vuole scoprire la Campania autentica.